Review for anno all'estero stati uniti

Mi chiamo Michele Calamaio, ho 22 anni e oggi sono la persona che sono diventata soprattutto grazie a New Lands.

All’età di 16 anni decisi che dovevo cambiare marcia nella mia vita e vivere una esperienza diversa, fuori dal normale, quella che non si può descrivere fino a quando non la si vive: e decisi di voler partire per un anno negli Stati Uniti D’America.

Scelta non facile? Beh, la superficialità della mia decisione aveva svolto il suo compito fino al giorno antecedente alla mia partenza, quando finalmente, come è normale che sia in queste situazioni, iniziarono a tremarmi le gambe.

Ma andiamo in ordine. Prima di questa esperienza ero un ragazzo normalissimo come tutti gli altri: scuola tutti i giorni, amici di una vita che riempiono le tue giornate da adolescente, famiglia che a quell’età ti sta stretta e fidanzatina di turno che ti permette di iniziare a capire un po’ di più come stanno le cose in ambito sessuale.

Cosa c’è di sbagliato? Nulla, appunto! Se non che dentro di me cresceva sempre di più una inspiegabile voglia di “essere diverso”, diventare quel qualcuno capace di fare qualcosa al di fuori dalla normalità e compiere un gesto tale da cambiare la vita irrimediabilmente, a prescindere da un risultato finale positivo o negativo.

Mi appellai a varie agenzie, fino a quando la mia professoressa di inglese di allora mi consigliò New Lands. Era il segnale, quello che si rivelò quando finalmente con New Lands rimasi con il cuore in gola quel pomeriggio di dicembre in cui decisero che ero idoneo alla partecipazione al programma.

La mia vita continuava inesorabilmente fino al giorno della partenza: mi era stata assegnata una famiglia della Florida, il cosiddetto “paese dei balocchi” per un ragazzo italiano ancora nel mondo dei sogni; ed effettivamente, la mia prima impressione tanto sbagliata proprio non era: la famiglia mi accolse come se fossi un loro figlio sin dal primo momento che scesi dall’aereo, mi coccolò nei momenti di indecisione e crisi, mi stette vicino ogni qualvolta pensavo di aver fatto la scelta sbagliata, ma soprattutto divenne la mia “migliore amica” nell’approccio a quella lingua, l’inglese appunto, che per me era fino ad allora una chimera.

I giorni passavano, e passavano allo stesso modo anche le mie paure: la lingua si faceva sempre più fluente, gli amici crescevano ad ogni saluto, i paesaggi nuovi ed inesplorati regalavano ai miei occhi quella visione che forse mi era mancata per troppo tempo e la vita ti insegnava a crescere, un passo alla volta, un sorriso dopo l’ altro. Inutile continuare con la solita smielata descrizione di un’esperienza che già si commenta e si racconta da sola; una parola basterà: STRAORDINARIA

Questa è un’esperienza che, come già anticipato all’inizio, ti cambia, a prescindere dal suo finale, che sia un lieto fine o tragedia.

Ti cambia la vita, ti cambia come persona, ti cambia perché ti fa maturare, ti cambia perché ti costruisce attorno un castello di certezze che prima non erano neanche minimamente ipotizzabili, ti riempie di speranza una vita che prima era “normale”, ti (come dicono gli inglesi) “build you up” a tal punto da non aver paura più neanche di confrontarti con persone, culture, luoghi e lingue totalmente diverse dalla tua.

La mia stessa personalità ne ha giovato: da introverso sono diventato la persona più desiderosa di conoscere e stare in mezzo agli altri; da presuntuoso ho capito che compiere passi così grandi necessita dall’altra parte una buona dose di umiltà; da egoista ho permesso al mio cuore di aprirsi e sfornare un gesto di amore al giorno, per far star bene gli altri e rendere me stesso una persona migliore.

Volete sapere come si è evoluto il mio futuro? Mi sono laureato, ovviamente, in Lingue e Culture Moderne – Curriculum Aziendale all’università di Urbino, ho fatto un Erasmus semestrale a Poznan, alla Adam Mickiewicz University, in Polonia e ora… sto programmando di andare a frequentare una interessante magistrale alla University of Groningen in Giornalismo, perché si, alla fine il primo amore, nonostante le emozioni che la vita ti regala, non si scorda mai.. come mi ripetevo da piccolo, e ora potrò far capire davvero a mia madre che quel famoso bancone è quello del giornalista, sfornando notizie in inglese, italiano, spagnolo e chissà, tante altre lingue ancora.