Review for anno scolastico all'estero Regno Unito
l'esperienza di Laura B. e del suo anno all'estero in scuola superiore inglese

anno scolastico in Inghilterra in famiglia: la recensione di Laura B.

Credo di aver realizzato che il sogno di una vita intera si stava realizzando nel momento in cui l’aereo si é lasciato l’Italia alle spalle dirigendosi verso Birmingham per il mio anno scolastico in Inghilterra.

Ricordo quel momento alla perfezione, era un misto di felicitá, grandi aspettative, paura e ansia.
Credo che non avessi ancora realizzato quello a cui stavo andando incontro quando, quasi un anno prima, avevo parlato ai miei genitori di quest’idea che avevo coltivato per anni.
Ma ora sono qui, in Gran Bretagna, ed é da poco passato il mio primo mese.
Ho lasciato l’Italia il 6 settembre 2014, e dopo due ore di aereo, 3 in aeroporto a Birmingham ad aspettare gli altri studenti, un sandwich e mezz’ora di macchina, sono arrivata nella mia nuova casa e dalla mia nuova famiglia.

La mia famiglia é composta da Ann, host-mum, Ian, host-dad, Alex, host-brother, e Nina, una studentessa exchange slovacca, e viviamo poco fuori Birmingham. Devo ammettere che, all’inizio, è stato difficile abituarmi ad una cultura diversa dalla nostra, ma ora tutto funziona per il meglio (se ve lo state chiedendo, si mangia relativamente bene hahah).

Il weekend consecutivo al mio arrivo in UK, sono andata all’incontro organizzato dall’associazione partner di New Lands, Study Abroad UK. La riunione si teneva all’universtà di Wolverhampton ed è durata un paio d’ore durante le quali hanno parlato i rappresentanti dei support officer (la persona a cui ci si deve rivolgere in caso la famiglia non ti sappia aiutare con un problema o, appunto, il problema è la famiglia), i responsabili delle escursioni (solo per chi ha il programma plus) e il capo dell’organizzazione. Subito dopo ci siamo divisi in gruppi più piccoli, dove il support officer ha dato i suoi dati personali per contattarlo e ci ha dato il telefono (anche stavolta, solo chi ha il programma plus). Le escursioni organizzate dall’organizzazione sono una volta al mese e si visitano luoghi d’interesse inglesi; la prima gita, per me, è stata Bath, dove abbiamo visitato le terme romane e girato per la città mentre la seconda a Blackpool. Ammetto che tra le due ho preferito quella a Blackpool perchè abbiamo fatto delle cose più interessanti: appena arrivati siamo andati alla Blackpool Tower, che è un po’ come una Tour Eiffel in miniatura, e al cinema 4D, poi abbiamo fatto le foto al Central Pier e siamo andati a vedere un posto dove fanno caramelle (ne abbiamo anche ricevuta una in omaggio 😀 ). Le gite sono solitamente molto divertenti e tendono sempre a lasciare una buona parte di tempo libero prima di tornare all’autobus, however sono anche molto stancanti perchè si parte la mattina presto e si torna la sera relativamente tardi (io per andare a Blackpool mi sono svegliata alle 6 e sono tornata a casa alle 23.30).

La scuola, rispetto all’Italia, è un mondo completamente a parte. Noi siamo abituati a fare 5 o 6 ore di fila con solo 10 minuti di pausa e le lezioni tendono ad essere pesanti e noiose, qui è tutto l’opposto. Seppur, da un lato, la scuola inglese è più facile di quella italiana, dall’altro si imparano più cose; io sto studiando sociologia, film, media e performing arts. Se c’è una cosa che non mi scorderò mai è una delle prime lezioni di sociologia: sono entrata in classe e la prof stava mettendo sui banchi tre diversi colori di pongo, quindi io in tutta la mia innocenza pensavo di aver sbagliato classe e di essere finita in quella di arte (le scuole sono ENORMI, non giudicatemi! hah). Dopo aver appurato di essere nella classe giusta, la prof ha iniziato a spiegare sociologia utilizzando il pongo, potete immaginare lo sguardo meravigliato che avevo io in confronto a quello dei miei compagni che, alla fine, a queste lezioni ci sono abiutati.
La scuola è diventata, per me, un posto dove realizzare me stessa e i miei interessi e non per lottare per avere voti alti in materie che, a dire la verità, non mi interessano più di tanto. Spesso, se magari leggete su internet o parlate con quache inglese, li sentirete lamentarsi di quanto la loro scuola si difficile e dei tantissimi compiti che hanno, ma non preoccupatevi, se siete ancora vivi dopo il liceo italiano, qui ce la farete benissimo.
Sul mio blog trovate altre informazioni e racconti della mia esperienza. Lo trovate su https://anotherexchangeblog.blogspot.com/

Laura